Le piccole e medie imprese della provincia di Matera esprimono grande preoccupazione per i dazi imposti dagli Stati Uniti sui prodotti europei.
Il Presidente di Confapi Matera, Massimo De Salvo, dichiara:
“In un’economia globalizzata quale quella attuale il protezionismo non paga, anzi provoca danni non solo a chi i dazi li subisce ma anche a chi li impone.
Direi che l’economia mondiale è talmente interconnessa che oggi non è pensabile attuare politiche protezionistiche senza danni generalizzati.
Tuttavia, quello che vorrei sottolineare è un altro aspetto di non poco conto, che riguarda l’effetto dazi.
Infatti, per arginare il fenomeno, l’Unione Europea cercherà di bilanciare i dazi aumentando i tassi di interesse; ciò provocherà un effetto inflazionistico e quindi un danno agli investimenti.
Si tratta cioè di una concatenazione di eventi.
Per questo la guerra dei dazi è pericolosa, perché le conseguenti politiche monetarie provocheranno un aumento incontrollato dell’inflazione.
Ci sono poche vie di fuga.
La Cina, per esempio, da tempo eroga aiuti alle imprese per compensare i dazi, fa cioè un’attività di damping.
Ma questo in Europa non sarebbe possibile perché si tratterebbe di aiuti di Stato.
Chiediamo, quindi, che il Governo italiano studi forme di aiuto compatibili con le norme europee, come del resto sta facendo la Spagna.
Purtroppo, Trump percepisce l’Iva come un dazio.
Per lui noi già applichiamo “dazi” del 22% nei confronti degli Stati Uniti.
Bisognerebbe spiegargli la differenza fra dazi e Iva.
Resta il fatto che in provincia di Matera agroalimentare e mobile imbottito sono i prodotti più colpiti dalla politica trumpiana.
Dopo avere compromesso il mercato russo, rischiamo di perdere anche quello americano.
Infatti oggi la crisi mondiale causata dalle due principali guerre e dalle altre tensioni internazionali ha creato una forte instabilità dei mercati.
Non dimentichiamo che a causa della guerra russo-ucraina l’Europa e l’Italia hanno dovuto rinunciare ai rapporti commerciali con la Russia.
Non ci possiamo permettere di rinunciare anche alle esportazioni verso gli Stati Uniti”.