Nel corso dello scorso anno 2,8 milioni di italiani hanno subito una truffa o un tentativo di frode nell’ambito del commercio elettronico, con un danno economico totale stimato in più di 500 milioni di euro.
Un fenomeno, come fa sapere skytg24, in costante crescita che segna un preoccupante aumento del 9% rispetto al 2023.
Questi i dati emersi dall’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat.
La ricerca, condotta tra dicembre 2024 e gennaio 2025 su un campione rappresentativo della popolazione italiana, ha analizzato non solo l’entità del fenomeno ma anche i canali più utilizzati dai truffatori e l’identikit delle vittime.
I finti siti web rappresentano lo strumento principale utilizzato dai malfattori, canale sfruttato nel 39,4% dei casi di truffa o tentativo di frode. Al secondo posto troviamo le false email (30,3%), seguite dai social network che veicolano una frode su quattro (25,8%). Non mancano le truffe perpetrate attraverso app di messaggistica istantanea, utilizzate nel 15,9% dei casi.
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non sono gli anziani i più colpiti dalle frodi online. L’indagine rivela che a cadere più frequentemente nelle trappole dei malintenzionati sono i consumatori più giovani. A fronte di una media nazionale del 6,7%, la percentuale sale sopra l’8% sia nella fascia 25-34 anni sia in quella 45-54 anni.
Un dato sorprendente emerge analizzando il livello di istruzione delle vittime: i più colpiti risultano essere i rispondenti con un titolo di studio universitario, con un’incidenza pari a più del doppio rispetto alla media. A livello geografico, l’area più interessata dal fenomeno è il Nord Ovest (7,5%).
Uno degli aspetti più preoccupanti che emerge dallo studio riguarda il comportamento post-truffa: quasi un italiano su due (49,2%) sceglie di non denunciare l’accaduto alle autorità. Le motivazioni sono sia economiche sia psicologiche.
Il 38,5% dei truffati non sporge denuncia perché convinto di non poter recuperare quanto perso, mentre il 24,6% giustifica la mancata segnalazione con il basso danno economico subito. Significative anche le motivazioni psicologiche: il 16,9% non denuncia perché si sente ingenuo per essere caduto nella trappola, mentre il 9,2% preferisce non rendere noto l’accaduto ai familiari.
Questi dati evidenziano non solo la crescente diffusione delle truffe online, ma anche la necessità di una maggiore sensibilizzazione sul tema della sicurezza digitale e sull’importanza della denuncia, indipendentemente dall’entità del danno subito.
I consigli degli esperti di sicurezza informatica sono sempre gli stessi:
– Verificare sempre l’affidabilità del venditore prima di procedere all’acquisto, controllando recensioni, feedback e la presenza di contatti reali.
– Diffidare delle offerte troppo vantaggiose. Quando il prezzo è significativamente inferiore a quello di mercato, potrebbe nascondersi una truffa.
– Controllare l’URL del sito e verificare la presenza del disegnino del lucchetto nella barra degli indirizzi, che indica una connessione sicura (HTTPS).
– Utilizzare metodi di pagamento sicuri che offrano protezione all’acquirente, come PayPal o carte di credito, evitando bonifici diretti o ricariche su carte prepagate.
– Segnalare sempre eventuali truffe alle autorità competenti, anche in caso di tentativi non andati a buon fine, per contribuire a bloccare i malfattori.